Anno 2014

ASSEMBLEA ANNUALE ORDINARIA e INCONTRO - 25 gennaio 2014

     L’Assemblea annuale ordinaria della Societas Veneta per la storia religiosa, convocata a norma del vigente statuto in seconda convocazione, sabato 25 gennaio 2014 alle ore 15.00 presso la biblioteca di Santa Giustina, inizia alle 15.15. Viene designata come Presidente della Assemblea la socia Maria Pia Billanovich.

     Prima di passare ai punti dell’odg, il presidente don Francesco Trolese commemora brevemente il socio Primo Griguolo, scomparso lo scorso 10 gennaio e invita l’assemblea ad un momento di silenzio.

     Resoconto morale dell’anno sociale 2013: il Presidente della Societas compendia le attività svolte: l’assemblea annuale del 26 gennaio che ha visto l’elezione dei membri del nuovo direttivo per il biennio 2013-2015; la designazione delle cariche sociali il successivo 30 gennaio; le riunioni del direttivo (in numero di cinque); le riunioni periodiche pubbliche (nella media ormai consolidata di 5 incontri annui), riguardanti tematiche di storia medievale e contemporanea, cui va aggiunta la tradizionale gita, svoltasi a Ferrara; il corso annuale che ha avuto una alta partecipazione e una vasta eco; l’Autunno paleografico (da novembre 2013 a gennaio 2014 più il consueto prolungamento).

     Bilancio consuntivo 2013: Il Tesoriere, G. Carraro, illustra il consuntivo del 2013 che viene fatto circolare tra i presenti. Grazie all’“Autunno paleografico” quest’anno si ha un attivo, che viene accantonato nel fondo di riserva, in previsione della copertura finanziaria di future iniziative, come è richiesto da alcuni dei soci che prendono la parola; in particolare 500,00 € sono destinati a coprire la pubblicazione del quaderno contenente i testi delle lezioni del corso annuale 2013. Posto ai voti ai sensi dello statuto, il consuntivo è approvato all’unanimità. Indi il Tesoriere presenta brevemente un preventivo di massima per l’anno 2014 che viene approvato all’unanimità per ogni buon fine.

     Ammissione nuovi soci: non vi sono proposte per l’ammissione di nuovi soci.

      Alle ore 15.50 la Presidente dichiara sciolta l’Assemblea.

     I soci si spostano quindi nella Sala San Luca dell’Abbazia di Santa Giustina per partecipare all’incontro: Vicende di un monastero in terra veneta dal medioevo ai nostri giorni, organizzato con il patrocinio del Comune di Padova nell’ambito delle iniziative per la presentazione del recentissimo volume Santa Maria Assunta di Praglia. Storia, arte, vita di un’abbazia benedettina.

     Alle ore 16,00, sotto la guida di don Francesco Trolese, abate di Santa Giustina, prende avvio la manifestazione pubblica alla presenza di un folto pubblico, nell’ambito del quale si segnala la presenza di alcuni dei coordinatori scientifici e quella di vari autori di saggi del volume. Dopo i saluti di don Norberto Villa, abate di Praglia, seguono le relazioni di Donato Gallo, Praglia dalle origini alla riforma monastica quattrocentesca: tra radicamento locale e più vaste reti di relazioni e di Liliana Billanovich, Praglia nei passaggi cruciali della storia moderna e contemporanea della Chiesa: dalla crisi religiosa del ‘500 alla travagliata ricezione del Vaticano II.

     Segue il dibattito, con la partecipazione di don Guglielmo Scannerini dell’Abbazia di Praglia, autore di uno dei saggi, che dialoga con la prof.ssa L. Billanovich a proposito della identità della comunità monastica prataliense nel XX secolo. Le conclusioni sono tenute da don Francesco Trolese.

Padova, 27 aprile 2014

Donato Gallo Segretario
don Francesco Trolese OSBPresidente

RIUNIONE - 10 maggio 2014

     Giuseppe Vedovato, per molti anni nostro socio e anche consigliere nel direttivo 2005-2007 ci ha parlato sul tema: Un protagonista sociale misconosciuto della modernizzazione: la CISL a Padova dal 1950 al 1969, oggetto di un suo recentissimo lavoro. Partendo dal suo personale “vissuto“ che lo ha portato dalla esperienza di fabbrica alla ripresa degli studi universitari e alla vocazione per la ricerca storica, ha raccontato di aver pazientemente inseguito le fonti per questo saggio, frammentarie e in gran parte disperse a partire dal periodo 1969-79, caratterizzato da una sostanziale ‘anomia’ delle varie componenti del sindacato e da una incuranza pressoché totale per la salvaguardia della memoria archivistica delle diverse sigle associative. Egli ha fatto alcune importanti puntualizzazioni sulle ricerche di storia sindacale che, al pari di ogni altro lavoro storico, devono essere condotte con metodo rigoroso, distacco dall’oggetto, verifica delle ipotesi. Si è soffermato sui nomi di sindacalisti e studiosi, ricordando Vincenzo Saba (morto nel 2011 a 95 anni) e soprattutto Mario Romani (1917-1975), docente di storia economica alla Università Cattolica di Milano che, dopo il 1949, fu autore di una forte proposta verso innovativi progetti di formazione consapevole, anche sul piano culturale, per i lavoratori aderenti alla CISL. Questa confederazione sindacale fu promotrice di una visione nuova dei rapporti tra operai ed imprenditori (ad esempio studiando in anni non sospetti il modello di co-gestione alla tedesca, osteggiata sia da altri sindacati sia da gran parte degli industriali), ponendosi dunque non solo in alternativa alle altre confederazioni sindacali (CGIL in testa), ma anche su posizioni alquanto lontane dal cosiddetto ‘cattolicesimo sociale’, nel segno di una scomoda indipendenza dalla DC e di una aconfessionalità mal digerita dalla Chiesa italiana.

     Salutiamo con molta soddisfazione questo ritorno in Societas di Giuseppe Vedovato, studioso serio, che nei suoi pregevoli studi nel campo della storia del sindacalismo novecentesco (in Piemonte e nel Veneto) porta la stessa serietà ed acribia che coltiva negli apprezzati studi di storia monastica medievale, specialmente camaldolese, iniziati sotto la guida di Franco Dal Pino.

Padova, 30 settembre 2014

Donato Gallo don Francesco Trolese OSB

Donato GalloSegretario
don Francesco Trolese OSBPresidente

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GITA - 7 giugno 2014

     La gita sociale ‘fuori porta’ di sabato 7 giugno ha avuto due mete nella immediata cintura urbana di Padova: l’oratorio di San Michele a Pozzoveggiani, località riscoperta solo da alcuni decenni per il suo collegamento con la più antica storia cristiana di Padova (oltre ai materiali romani di spoglio di cui è ricca la muratura dell’edificio sacro, molto importanti gli affreschi medievali dell’abside) e la chiesa parrocchiale di San Fidenzio a Roncaiette (comune di Ponte San Nicolò), dove spicca il raro polittico primoquattrocentesco tra pittura altichieresca e gotico fiorito (di autore convenzionalmente denominato ‘Maestro di Roncaiette’). La socia prof. Maria Pia Billanovich ha intrattenuto i partecipanti sul ‘problema’ Pozzoveggiani; gli aspetti storico-artistici sono stati illustrati dalla dott.ssa Silvia Zava (guida professionista dell’associazione Rosso di Marte). In seguito si è svolta la cena al ristorante “La Busa” di Roncaiette.

     Vivi ringraziamenti vanno a quanti si sono dati da fare per l’ottima realizzazione della gita, anche se in tempi di crisi!

Padova, 30 settembre 2014

Donato Gallo Segretario
don Francesco Trolese OSB
Presidente

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RIUNIONE - 11 ottobre 2014

     Molte le novità bibliografiche uscite negli ultimi mesi, che sono state presentate nella prima parte della riunione; ringraziamo Giannino Carraro per il servizio svolto.

     Si è passati quindi alla lezione su un tema metodologico divenuto ormai irrinunciabile per chiunque si occupi di studi storici nel senso più ampio del termine (tema di cui, da tempo, si auspicava un primo approccio anche nei nostri incontri, soprattutto per quei soci che non hanno molta dimestichezza nel settore): Risorse in rete per la ricerca storica. Orientarsi tra sistemi informativi, OPAC, accessi on-line a fonti archivistiche e bibliografiche.

     Per primo ha parlato don Giulio Pagnoni, monaco-bibliotecario di Santa Giustina e nostro consocio. In modo piano, con esempi e molti saggi consigli pratici, ci ha mostrato le ricchissime possibilità di interrogazione degli OPAC (a partire dal catalogo delle biblioteche del polo universitario di Padova) e di altre risorse disponibili on-line a vasto raggio, nazionale ed internazionale, per il reperimento di titoli ed autori di opere a stampa più o meno antiche, molte ormai accessibili in formati consultabili o comunque localizzabili in una precisa biblioteca.

     Ha preso poi la parola Luisa Servadei, che, forte di una attiva esperienza nel settore archivistico, con esempi pratici di collegamento ha mostrato il SIAS (Sistema Informativo degli Archivi di Stato italiani); si è poi soffermata in particolare sul Progetto Ecclesiae Venetae, implementato e consultabile da alcuni anni, che presenta gli “alberi” descrittivi degli archivi storici delle diocesi venete, mostrando l’inventario on-line dell’Archivio della Curia vescovile (Archivio storico diocesano) di Padova, nella sue varie articolazioni (archivi, fondi, serie, sottoserie ecc…).

     L’interesse suscitato è attestato dall’ora avanzata in cui la riunione è terminata (18.30).

     Ringraziamo di cuore i due soci che hanno messo a disposizione di tutti le preziose competenze accumulate in questi campi.

Padova, 3 novembre 2014

Donato GalloSegretario
don Francesco Trolese OSB
Presidente

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RIUNIONE - 15 novembre 2014

     In apertura passano varie segnalazioni di novità bibliografiche da parte di Gallo, Carraro, Rossi, Marcon.

     Oltre ai soci, sono presenti varie persone, convenute espressamente in ricordo del prof. Francesco Canova, fondatore a Padova del Collegio Universitario Aspiranti Medici Missionari (CUAMM, ora Medici per l’Africa): mons. Luigi Mazzucato, le figlie Giordana (nostra socia) e Anna Canova assieme ad altri congiunti; è presente inoltre l’autore del libro, Giuseppe Butturini.

     Sono inoltre graditi ospiti anche due studiosi ai quali è stata data brevemente la parola: il dott. Pierantonio Piatti, specialista di agiografia e storia della Chiesa medievale, ‘officiale’ del Pontificio Comitato per le Scienze Storiche presso la Città del Vaticano che ha parlato della storia e delle finalità del Comitato (di cui è membro anche il nostro socio ed ex-Presidente G. Romanato) e la prof.ssa Mariaclara Rossi, docente nell’Università di Verona, da molti anni socia della “Societas” che richiede collaborazione per il progettato volume sul Veneto in una collana sui Santuari d’Italia diretta da Roberto Rusconi; a lei viene affidato un biglietto di saluto, firmato dai presenti, da recapitare alla prof.ssa Giuseppina De Sandre Gasparini, nostra socia onoraria.

     Alle 16.35 prende la parola Giovanni Silvano, professore di storia moderna del nostro Ateneo che già in altre occasioni è stato gradito relatore presso di noi. Egli presenta una fine analisi della recente opera di Giuseppe Butturini (con presentazione di Gianpaolo Romanato) Una professione che diventa missione Francesco Canova e Medici con l’Africa Cuamm, Roma, Studium, 2013. Condotto dopo lunghe ed accurate ricerche che iniziarono molti anni fa mediante lunghi colloqui regolarmente intrattenuti dall’autore con Francesco Canova (1908-1998), il libro non si limita affatto ai complessi temi biografici, ma traccia un’attenta analisi storica e del contesto culturale ed ecclesiale in cui Canova si formò, operò e maturò l’ideale di “medico missionario”.

     Nato a Schio da modesta famiglia del ceto operaio, rimase orfano del padre a 9 anni. Ragazzo di pronto ingegno e di grande volontà, dopo aver frequentato alcuni collegi salesiani ed aver conseguito la maturità classica, nel 1927 divenne studente di medicina a Padova; qui aderì al locale gruppo della FUCI, impegnato anche in attività caritative nel quartiere del Portello: erano gli anni della FUCI di mons. Montini ed Iginio Righetti. Laureatosi in Medicina nel 1933, sempre pronto ad un rigoroso aggiornamento scientifico e professionale (conseguì due libere docenze, in malattie tropicali e in patologia speciale e fu più tardi primario ospedaliero a Bassano), dal 1935 al 1945 fece esperienza diretta come medico nel piccolo ospedale di El Karim in Giordania, allora sotto mandato inglese, in mezzo alla popolazione beduina e mussulmana. Qui ebbe con sé per qualche tempo anche la madre Dalila e la moglie Regina Dal Zio con la figlia bambina; nel 1940 allo scoppio della guerra fu internato dalle autorità militari britanniche come prigioniero civile, ebbe tuttavia ampia possibilità di lavorare a Gerusalemme.

     Rispetto alla dimensione del missionario (legato da voti religiosi) che è anche medico, quale era la figura propugnata in quegli anni (ad esempio da padre Agostino Gemelli), la proposta di Canova, maturata nella profonda convinzione, tipicamente fucina, della necessità di una ‘animazione cristiana del mondo’ che spettava ai laici cristiani impegnati (anche se in stretta connessione con la gerarchia ecclesiastica), si definì piuttosto come valorizzazione del medico che sceglie di farsi ‘missionario’.

     Dopo il ritorno definitivo in Italia nel 1946, nello spazio di qualche anno prese avvio, in mezzo a molte difficoltà, il CUAMM con il lungimirante appoggio di mons. Girolamo Bortignon, vescovo di Padova. Medico “cittadino del mondo” è stato detto di Francesco Canova, ma prima di tutto egli fu cristiano sensibile al dettato evangelico: “andate e curate i malati” (“euntes, curate infirmos”), figura quindi assolutamente da riscoprire.

     Alla fine della relazione, per la quale ringraziamo sentitamente da parte della Societas il prof. G. Silvano (tra l’altro in un giornata resa complicata da altri impegni), grande attenzione ha riscosso sia l’appassionato intervento di Giuseppe Butturini sia la testimonianza diretta e molto personale della figlia Giordana Canova Mariani.

Padova, 1 dicembre 2014

Donato GalloSegretario
don Francesco Trolese OSB
– Presidente

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RIUNIONE - 13 dicembre 2014

     Vengono trasmessi gli auguri di vari soci impossibilitati a partecipare oggi (Barbierato, Ceccon, De Vitt, Doglioni, Martellozzo, Masutti, Nardello, Saggin); passano poi varie novità bibliografiche, tra le quali un posto particolare spetta alla raccolta, freschissima di stampa, Santa Giustina di Padova nel quadro del monachesimo italiano. Studi di storia e cultura monastica del nostro attuale presidente Francesco G.B. Trolese, curato dai tre soci G. Carraro, R. Frison e C. Marcon; il volume sarà presentato pubblicamente nel corso del nuovo anno 2015.

     Alle 16.20 il socio prof. Cesare Scalon (già ordinario di paleografia nell’Università di Udine, attuale Presidente dell’Istituto “Pio Paschini”) parla su: L’Istituto “Pio Paschini” per la storia della Chiesa nel Friuli: origini, attività e progetti di un centro di ricerca. Dopo aver ricordato alcune figure a lui care di studiosi ‘padovani’ come il suo maestro Giuseppe Billanovich e Paolo Sambin, il relatore sviluppa, con ampiezza e sensibilità, la biografia umana e intellettuale di mons. Pio Paschini (1878-1962). Nato a Tolmezzo da una famiglia modesta, dopo aver frequentato il ginnasio-liceo Canova di Treviso entrò nel grande seminario arcivescovile di Udine per gli studi teologici, passando poi a Roma all’Università Gregoriana dove ricevette una solidissima formazione in diritto canonico. Rientrato a Udine nel 1899, fu ordinato sacerdote dall’arcivescovo Zamburlini; insegnò dapprima lettere e poi storia ecclesiastica nel ginnasio del seminario, nel contempo compiendo ricerche e pubblicando vari lavori di storia aquileiese e friulana anche su riviste non confessionali. Proprio negli anni in cui il metodo storico-critico sfidava l’impostazione apologetica della storia ecclesiastica, Paschini (in sintonia con altri sacerdoti friulani quali Giuseppe Ellero e, soprattutto, Giuseppe Viale con il quale nel corso degli anni intrattenne una densa corrispondenza, fortunatamente conservata), fu in contatto con alcuni dei sacerdoti-studiosi propugnatori del rinnovamento quali Fedele Savio, Rodolfo Maiocchi, Francesco Lanzoni; pur tacciato di modernismo, fu tuttavia apprezzato e protetto dal suo arcivescovo presso papa Pio X.

     Nel 1913, appena trentacinquenne, fu segnalato per ricoprire l’insegnamento di storia ecclesiastica al Pontificio Seminario Romano – poi Università Lateranense, dove restò sino al 1949 (essendone rettore dal 1939 al 1957). Nei lungo e fecondo magistero degli anni romani collaborò in prima persona a moltissime iniziative tra cui la “Rivista di storia della Chiesa in Italia”; grazie alla vasta capacità di ricerca, soprattutto negli archivi pontifici, pubblicò molti volumi e articoli: la sua bibliografia comprende circa 500 titoli, in cui al primitivo filone di ricerche di storia friulana si affiancarono studi su figure di papi e prelati del Rinascimento.

     Scalon si è quindi soffermato sulla Vita di Galileo, composta con grande impegno dal Paschini tra il 1941 e il 1945 per incarico ufficiale della Pontificia Accademia delle Scienze; invece di passare alle stampe l’opera subì un ‘insabbiamento’ da parte del Sant’Uffizio che amareggiò molto l’autore. Fu pubblicata solo nel 1964 (dopo la morte del Paschini) ricevendo persino l’onore di essere citata durante il Concilio Vaticano II. Fu solo nel 1979 che mons. Bertolla, del Seminario di Udine, confrontando l’edizione con il dattiloscritto originale, scoprì un centinaio di veri e propri interventi censori operati dal curatore, il gesuita Edmond Lemalle.

     Il relatore ha infine ripercorso la storia dell’Istituto intitolato al Paschini. Sorto nel 1978, negli anni del dopo terremoto (quando maggiormente era percepita l’urgenza di “conoscere il passato per costruire il futuro”) per ferma volontà di mons. Alfredo Battisti (già vicario generale della diocesi di Padova, arcivescovo di Udine dal 1972 al 2000, † 2012), esso si costituì nella forma di “associazione di fedeli”.

     Il prof. Scalon ha infine presentato le collane editoriali dell’Istituto con i volumi usciti (le fonti dei notai patriarcali, gli obituari, le fonti agiografiche aquileiesi) e altre realizzazioni tra cui risalta lo splendido volume I libri dei Patriarchi. Un percorso nella cultura scritta del Friuli medievale da cui avrà presto avvio un portale multimediale, una prospettiva oggi irrinunciabile sul piano della comunicazione culturale.

     Ringraziamo il socio Scalon per la bella relazione, che ha suscitato grande interesse.

Padova, 13 gennaio 2015

Donato GalloSegretario
don Francesco Trolese OSB
Presidente

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Chi siamo

La Societas Veneta per la storia religiosa si propone di diffondere passione e interesse per gli studi inerenti la storia ecclesiastica, alla quale si richiamava la denominazione iniziale dell’Associazione. Inoltre vuole sensibilizzare ad uno studio della storia intesa come rigore critico, ricerca delle fonti e dei documenti, scrupolo interpretativo fondato su un corretto metodo filologico e non sul dilettantismo.

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